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Diavolerie In Negozio

Siete pronti a mangiarvi – non solo le unghie – su di un piatto firmato da uno dei più grandi artisti contemporanei mondiali?

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Ebbene si Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, autori del magazine  di sole immagini Toiletpaper hanno fatto comunella con l’ad di Seletti ed hanno creato una caleidoscopica collezione di piatti, tazze e tovaglie che intingono di colori pastello lo humor nero che caratterizza la rivista.

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I motivi decorativi della collezione di design Toiletpaper-Seletti sono varie immagini estrapolate proprio dalle pagine della rivista: lo sturalavandino, un cavallo rampante, le dita mozzate (già in mostra sul billboard della High Line a Manhattan) e un’interpretazione pulp del celebre “I love you” decorano tazze e bicchieri; un pesce ripieno di pietre preziose e una tavola imbandita popolata di ospiti “inattesi” giganteggiano sulle tovaglie.
Latta e cerata, i materiali della collezione Toiletpaper-Seletti, sono perfettamente in linea con lo spirito pop del magazine: economico e diffuso, mai settoriale.

Come ciliegina della torta, a completare la collezione c’è anche la saponetta per le mani che sembra essere stata addentata da qualcuno.

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Dalla celebre collezione “Estetico Quotidiano” nata dieci anni fa, fino a “Hybrid”, con immagini della tradizione cinese e inglese della porcellana fuse un unico oggetto, Seletti ha continuato a sorprendere e stupire ogni volta.

“Sono fan di Toiletpaper fin dal primo numero e da subito ho desiderato utilizzare quelle
splendide immagini per i nostri prodotti” – afferma Stefano Seletti, titolare ed art director. “Continuavo a pensare a come portare quelle fotografie nelle case dei nostri clienti. È bastato un incontro con Maurizio e Pierpaolo perché entrassimo in sintonia e condividessimo l’idea di mettere insieme materiali democratici e familiari come la latta e la plastica ad immagini decisamente inaspettate”. “Fin dall’inizio ci piaceva l’idea che Toiletpaper fosse un’etichetta applicabile a una vasta gamma di oggetti: riviste, libri, piatti, tazze e tovaglie. Pierpaolo ed io siamo come degli scienziati sadici: tutto intorno a noi
può essere infettato dal virus TP, effettuiamo continuamente test su diversi campioni e studiamo i risultati, per far diventare Toiletpaper uno stile non solo fotografico”, afferma Maurizio Cattelan. “Come le immagini di Toiletpaper, la collezione realizzata con Seletti ha un fascino vintage, tazze e piatti di latta sembrano usciti dalla credenza di una cucina degli anni Cinquanta, le tovaglie in cerata dai cassetti di un’osteria di borgata”.
“Spesso ci divertiamo a prendere le foto che realizziamo e a farle diventare oggetti, vestiti, accessori”– dichiara Pierpaolo Ferrari. “Le immagini di Toiletpaper possono diventare un costume da bagno come una macchina di Formula 1. L’importante è che non si snaturi lo spirito della rivista, ironica e inquietante al tempo stesso. Oggi, grazie a Seletti, alcune immagini sono riuscite a diventare veri e propri oggetti, speriamo di successo”.

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La collezione è stata presentata in anteprima a Milano in occasione del Salone del Mobile e da qualche tempo è anche in vendita presso Gigolé sia in negozio che nel nostro store on-line, con prezzi che vanno dai 10 ai 20 euro.

Venite a trovarci e toccate con mano un vera latta d’artista!

 

cattelan_class_homeMa chi è Maurizio Cattelan?

Nel 1989 Maurizio Cattelan aveva 29 anni. Il giovane artista, ancora semi sconosciuto, compra uno spazio pubblicitario elettorale sulle pagine bolognesi de La Repubblica. Accanto ad una pubblicità del Partito Socialista (con foto a mezzo busto di Craxi), in basso a destra, in un riquadro si legge “il voto è prezioso TIENITELO”, sotto il disegno di un cervello, simbolo della fittizia Cooperativa Scienziati Romagnoli.
Questa una delle prime “uscite” artistiche di colui che oggi viene ritenuto il mio grande artista contemporaneo italiano, uno dei più quotati al mondo. E con questa opera inizia il libro “Maurizio Cattelan”, pubblicato da Electa, prima uscita per la collana “Supercontemporanea”. Il volume raccoglie le immagini delle suo opere, sempre molto provocatorie, e dissacranti. Come quella famosissima raffigurante Papa Giovanni Paolo II colpito da un metorite oppure quella dei tre bambini-manichini impiccati a Porta Ticinese a Milano, che dopo poche ore che erano stati appesi causarono l’atto di sdegno di un passante che li tirò giù (ferendosi a sua volta). Scoppiarono enormi polemiche sui giornali di tutto il mondo a proposito di quei baby impiccati… Anche questa volta cattelan raggiunse il suo scopo: far discutere.
Un’altra opera importante rappresenta Hitler, di cui Cattelan non vuole neanche pronunciare il nome nel titolo dell’opera (“Him” – 2001): il dittatore tedesco viene rappresentato in ginocchio in atto di chiedere perdono. Chi potrebbe accettare il perdono di uno uomo che ha ordinato lo sterminio di milioni di persone? Dio forse?
Il libro, curato da Francesco Bonami, raccoglie foto e spiegazione di molte opere, ne citiamo ancora qualcuna. Nel 1996 si appropria dello squarcio della tela di Lucio Fontana e lo accosta alla Z di Zorro, il ladro gentiluomo che lascia la sua firma dopo aver portato a termine ogni suo colpo. Due figure simboliche immortalate in un unica opera, senza titolo.
Nel 1999 insieme al curatore Jens Hoffmann crea una mostra internazionale (la Sesta Biennale di Caraibi) con budget, catalogo e lista di artisti tra quelli più in voga nel momento. Ma non c’è nessun evento artistico, l’intento è quello di criticare la diffusione di biennali nel mondo trasformando il progetto in una vacanza.
Nel 2001 Cattelan riproduce la scritta Hollywood che campeggia sulla collina di Los Angeles e la pone in cima ad una discarica di Palermo.

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